Dissociazione molecolare: la sperimentazione PDF Stampa E-mail



Ad oggi la discarica di Peccioli ha una capacità di 3 milioni di tonnellate di rifiuti. Stando ai ritmi attuali di conferimento, tra le 800 e le 1.000 tonnellate al giorno, la discarica ha una vita residua di 10 anni.
Inoltre, la normativa europea prevede il divieto dello smaltimento in discarica dei rifiuti indifferenziati, promuovendo la riduzione della quantità di rifiuti avviati e stimolando i progetti di ottimizzazione economico ambientale. Tale direttiva è stata prorogata in Italia per la terza volta, ma rischia in futuro di causare una procedura di infrazione dalla UE, mettendo fuori legge una buona parte delle discariche italiane.
La forte attenzione all’innovazione, alla ricerca e allo sviluppo della Belvedere s.p.a. e la necessità di trovare soluzioni valide agli argomenti appena descritti, hanno stimolato la progettazione di un sistema di trattamento che porti alla chiusura del ciclo dei rifiuti attraverso tre fasi:
dissociazione.jpg
 

  1. Un Pressoestrusore dalla potenzialità di 100.000 tonnellate l’anno che divide il rifiuto in due parti: 60% parte secca, 40% parte umida.
  2. Un Biodigestore della potenzialità di 40.000 tonnellate annue in cui convogliare la parte umida dei rifiuti precedentemente trattati. Da questa sarà possibile recuperare biogas da utilizzare per la generazione di energia elettrica, ottenendo uno scarto del 30% (circa 12.000 tonnellate annue).
  3. Un Dissociatore molecolare dalla capacità di 12.000 tonnellate l’anno nel quale convogliare lo scarto del Biodigestore, con recupero di Syngas da utilizzare per la produzione di energia elettrica e uno scarto del 3% di materiale da avviare in discarica.
La soluzione descritta consentirebbe così il trattamento annuale di 100.000 tonnellate di rifiuti indifferenziati con una riduzione dello scarto da avviare in discarica del 40%, il conseguente allungamento della vita della discarica e maggiore produzione di biogas e syngas per la produzione di energia elettrica.
 
Sebbene le prime due fasi dell’impianto (Pressostrusore e Biodigestore) prevedono tecnologie note e facilmente implementabili, la cosiddetta “dissociazione molecolare” è una tecnologia ancora poco diffusa. Se da un lato costituirebbe una importante alternativa agli inceneritori, lavorando a temperature molto più basse, azzerando quasi le emissioni nocive, lasciando inalterati i metalli così recuperabili e producendo gas sintetico; da un altro lato è ancora poco nota la sostenibilità energetica, economica ed ambientale del processo, nonché la qualità del gas sintetico ottenuto.
Per tali motivi la Belvedere ha deciso di avviare una fase sperimentale relativa alla dissociazione molecolare in collaborazione con Federambiente e Energo s.r.l. Sono stati stanziati quindi circa 1 milione di Euro per la realizzazione di un impianto pilota da 5 tonnellate al giorno.
L’impianto sarà collaudato entro la fine di ottobre 2008 e successivamente avrà inizio la sperimentazione che si concluderà entro 18 mesi. Una volta definito il protocollo sperimentale, l’impianto sarà messo a disposizione dei ricercatori del CNR e dell’Università di Pisa per poter condividere e diffondere il più possibile i risultati della sperimentazione.

Scritto daRedazione, il  08-09-2008 01:00

Pubblicato in : Trattamento rifiuti


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