Giuseppe Restano, Senza titolo, 2001, Peccioli, Hotel Portavaldera
La pittura iperrealista di Giuseppe Restano coglie gli attimi. I suoi oggetti hanno un’inerzia tale da rendere impensabile ogni loro spostamento, ma la grande calma apparente è subito sostituita da una forte tensione emotiva, prodotta proprio da queste posizioni immobili e atemporali. Solo nel momento in cui questi oggetti entrano a far parte della memoria individuale, ma anche collettiva, acquisiscono forza dinamica. I dischi in vinile, la racchetta da ping-pong, la vecchia gomma per cancellare sono immagini sempre leggermente sfuocate dall’occhio miope dell’artista, cosicché l’osservatore si può identificare in questo ricordo parzialmente offuscato, nebuloso.

Approfondimenti: Archivio Fondazione Peccioliper

Share with love!