Ristrutturato su disegno dell’architetto Mario Cucinella, sarà inaugurato il 1° luglio 2021. Pensato per essere il centro culturale del paese il palazzo ospita numerose mostre temporanee e permanenti.
E’ caratterizzato da una grande terrazza panoramica che si affaccia sulla vallata e troviamo al suo interno anche una emeroteca, un caffè e un ristorante.

La storia

Prime notizie

Alcuni documenti datano alla metà del 1400 la nascita della fattoria e del Palazzo di Via Carraia la cui proprietà ed utilizzo venne concessa insieme ad altri possedimenti dalla famiglia Salviati a Giovanni Falcucci, procuratore della nobile famiglia.

Famiglia Salviati

A partire dalla metà del 1500 la Fattoria fu proprietà di Piero di Alamanno Salviati, zio di Cosimo I de’ Medici. I Salviati erano una famiglia di banchieri e commercianti specializzati nel settore della seta e della lana i cui interessi si estendevano fuori regione per arrivare fino a Costantinopoli, Londra e Bruges.
Alla morte di Piero d’Alamanno il palazzo divenne proprietà di un’altra importante famiglia, gli Alimeni, probabilmente per una donazione che Cosimo I de’ Medici volle fare a ringraziamento della fedeltà della famiglia verso il proprio casato

Famiglia Almeni

La famiglia Almeni proveniva da Perugia, luogo che gli permise di coltivare relazioni politiche e commerciali con Roma e Firenze e dunque con i Medici. Sforza Almeni, fu cameriere segreto di Cosimo I de’ Medici il quale gli donò nel 1565 la fattoria di Peccioli comprensiva di tutti i poderi. Alla morte di Sforza i beni rimasero al fratello Evangelista, dell’Ordine dei cavalieri di Santo Stefano, la cui presenza è testimoniata dall’iscrizione “Ercules Almenius” che circonda lo stemma della famiglia degli Almeni. Ultime eredi della famiglia furono Isabella Nerli e Eleonora Bonaccorsi che donarono tutta la proprietà a Pietro Leopoldo, Granduca di Toscana e quindi al Regio Fisco che la cedette a sua volta alla famiglia dei Berte.

Famiglia Dufour Berte

Nel 1775 Giovan Filippo Berte, lasciò in eredità il Palazzo al loro nipote Edoardo Dufour a patto che unificasse sotto un unico casato i Berte con i Dufour. Edoardo lo scelse come residenza e troviamo conferma di tutto ciò all’interno dell’arco del portone principale sul quale un rostro in ferro battuto riporta le iniziali della famiglia “D B”.

Storia recente

Nel 1919 il palazzo e la fattoria furono venduti alla società Fondi Rustici di Roma che divenne tra le società costitutive del patrimonio della Fondazione Gerolamo Gaslini. In epoca recente, nel 2004, parte della tenuta è stata acquistata dal Comune di Peccioli e dalla Belvedere S.p.A., che hanno costituito la Fondi Rustici S.r.l. e che nel 2019 hanno iniziato una importante opera di ristrutturazione e riqualificazione su progetto dello studio MCA di Mario Cucinella.

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