Vi proponiamo qui un itinerario che interessa il territorio di Peccioli da un punto di vista storico, culturale e teologico, aspetti di una quotidianità che molto spesso, soprattutto nel passato, erano fortemente collegati.
Nel capoluogo si trovano poi due esposizioni di grande interesse, il Museo di Arte Sacra ospitato nella Pieve romanica di San Verano e la Collezione di Icone Russe “F. Bigazzi” mentre nelle frazioni di Ghizzano, Montecchio e Fabbrica i luoghi di culto ospitano sia opere classiche e contemporanee.

1° tappa – Peccioli

Pieve di San Verano

Edificata tra la fine dell’XI e l’inizio del XII secolo, è dedicata a Verano di Cavaillon, vescovo provenzale del VI secolo e patrono del paese. Un prospetto a cinque arcate cieche, una facciata in stile romanico-pisana e, all’interno, tele del pittore secentesco fiorentino Jacopo Vignali, una Madonna con Bambino e Santi di Neri di Bicci (1464) e il Museo di arte sacra, con le opere più significative del territorio, fra cui una Madonna col Bambino della prima metà del XII secolo di Enrico di Tedice e un dossale raffigurante San Nicola realizzato da Michele di Baldovino nella seconda metà del XIII secolo.

Museo di Arte Sacra

Ospitato nella Pieve di San Verano, espone le opere più significative del territorio, tra cui due esempi di pittura toscana del Duecento ben conservati, una Madonna col Bambino risalente alla prima metà del XII secolo attribuita a Enrico di Tedice, detta “Delle Grazie” per la particolare devozione di cui ha da sempre goduto nel territorio e il dossale con “San Nicola e storie della sua vita” del III quarto del XIII secolo attribuito a Michele di Baldovino.

Collezione “F. Bigazzi” e collezione “Belvedere”

La Collezione “F. Bigazzi”, esposta a Palazzo Pretorio, si caratterizza per la presenza di icone prevalentemente russe risalenti ai secc. XVIII-inizi XX, tipiche di una venerazione domestica e dipinte sia a tempera, secondo la tecnica tradizionale, che a olio, secondo una metodologia “accademica”. Sempre a Palazzo Pretorio si trova la Collezione Belvedere, unica nel suo genere, composta da icone lignee dalla singolare e inconsueta peculiarità risalenti ai secoli XVIII-XX e provenienti da tutto il mondo ortodosso.

Chiesa della Madonna del Carmine.

La chiesa fu costruita nel 1642 in laterizi ed è circondata su tre lati da un loggiato che oggi ospita Azzurro, installazione luminosa di Vittorio Corsini visibile dal calar del sole. All’interno, due lapidi sono in ricordo del terremoto che nel 1846 distrusse la chiesa, totalmente restaurata quattro anni dopo, e tutta la Valdera.

2° tappa – Montecchio

La Chiesa situata nella frazione di Montecchio è dedicata a Santa Lucia e San Pancrazio e chiude ad ovest il piccolo borgo. Costruita nel Medioevo insieme al castello nel punto più alto, ha subito nel corso degli anni varie modifiche fino ad assumere l’aspetto attuale nell’Ottocento. La facciata molto semplice, intonacata, termina con un timpano ed è probabilmente stata rifatta nel 1881 contestualmente alla ricostruzione del grande campanile come si evince da una lapide collocata sullo stesso campanile. Nella cupola interna della chiesa è affrescata una colomba simbolo dello Spirito Santo tra raggi di luce.
Nella via che conduce alla chiesa l’opera di Umberto Cavenago “Rilievi

3° tappa – Fabbrica

Nella frazione di Fabbrica è possibile visitare la Pieve di S.Maria Assunta, bellissimo esempio di architettura romanica in Valdera. Della pieve di Fabbrica si legge già in un documento del 1017, ma la struttura attuale risale probabilmente al XII secolo e giunge a noi pressoché intatta, nonostante i rimaneggiamenti del 1405, del XVIII secolo e del 1832 che l’hanno dotata di volte, quadratura dell’abside e rialzamento. All’interno, tre navate divise da colonne e pilastri alternati conservano pregevoli opere di scuola robbiana.
A Fabbrica, nella parte centrale del piccolo paese, si trova la Cappella dei Santi Rocco e Sebastiano nota sia per l’impianto costruttivo che per il gruppo di terracotta del XV secolo raffigurante la Madonna nell’atto di allattare il Bambino visibile all’interno del riquadro che si apre in una grande tela con ricca cornice dorata e intagliata.
All’interno si trova anche “Rovo” una delle installazioni del progetto Voci.

4° tappa – Ghizzano

Sono due i luoghi da visitare a Peccioli: l’Oratorio della Santissima Annunziata e la Chiesa dei Santi Germano e Prospero.

L’Oratorio della Santissima Annunziata, eretto on stile Neogotico sul finire del 1800 e dal 1996 Santuario Mariano, custodisce la quattrocentesca Annunciazione in legno intagliato e dipinto attribuito a Tommaso Pisano. Ai lati del portale, l’opera d’arte contemporanea Ospiti, degli olandesi Irene Fortuyn e Robert O’Brien. Nel giardino sul retro dell’oratorio, una parte dell’opera SolidSkySolid Sky, l’opera di Alicja Kwede a Ghizzano di Peccioli di Alicja Kwade.
La Chiesa dei Santi Germano e Prospero, risalente al periodo medievale ma fortemente ristrutturata all’inizio del 1800, si caratterizza per le volte interne pitturate e decorate. All’ingresso l’opera di Alicjia Kwede Solid Sky, parte di un più ampio progetto che ha coinvolto, sempre nelle vie principali di Ghizzano David Tremlett e Patrick Tuttofuoco

5° tappa – Legoli

Maggio 1479. La peste colpisce Pisa, dove Benozzo Gozzoli, fiorentino e forse discepolo di Beato Angelico, sta lavorando al Camposanto. Serve cercare rifugio, e Benozzo sceglie Legoli, probabilmente per gli accordi presi in precedenza con la comunità di questo paese per la decorazione di un monumentale tabernacolo campestre. Infatti, eccolo qui. Negli affreschi emergono chiari i temi di morte e sofferenza provocati dall’epidemia, soprattutto nella struggente rappresentazione della Crocifissione di Cristo con la Vergine e i santi Francesco, Domenico, Giovanni Evangelista. Intense anche le scene del Martirio di San Sebastiano e della Incredulità di San Tommaso, dove l’apostolo tocca la piaga nel costato di Gesù. Gli altri affreschi raffigurano l’Annunciazione, gli Evangelisti, i Padri della Chiesa con al centro il Cristo benedicente, e una Sacra Conversazione con tre angeli reggi cortina e un Cristo portacroce sullo sfondo di una città medievale. Il lavori del 1822 di Alessio del Fanteria, che costruì intorno al tabernacolo un oratorio a valenza funeraria dedicandolo a Santa Caterina, lo fanno apparire oggi una piccola cappella.

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